Come affrontare il mondo del lavoro oggi?

Come affrontare il mondo del lavoro oggi?


Allenarsi al desiderio per avere successo nella vita professionale

Un grande cruccio per i giovani di oggi è la questione dell’occupabilità.

Inserirsi nel mercato del lavoro costituisce una transizione tanto importante quanto delicata, che da psicologi ci troviamo a sostenere sempre più frequentemente.

In un periodo storico di incertezze strutturali come quello che stiamo attraversando, il “posto fisso” risulta essere privilegio di pochissimi e chimera per tutti gli altri. Inseguire l’obiettivo di un lavoro stabile e sicuro porta molti neolaureati a scontrarsi con grandi delusioni.


Ecco perché oggi, riagganciandomi al tema del desiderio e della grinta nell’inseguire i sogni (oggetto degli scorsi articoli), vorrei presentarvi una riflessione ispirata al concetto di flessibilità funzionale.

Per flessibilità funzionale si intende la capacità di adattarsi positivamente alle condizioni avverse, ed è una capacità molto richiesta ai giovani del nostro tempo.

Vi è infatti un certo scollamento tra l’offerta formativa dell’università e le richieste del mercato del lavoro, e questo costringe i giovani laureati a doversi aprire a strade che non avevano mai considerato o addirittura a doversene inventare di nuove.

In questa situazione, la flessibilità costituisce un fattore di protezione dal senso di abbattimento e di “helplessness”, concetto che esprime la sensazione di essere impotenti, inetti e mancanti di risorse.


COSA CI PERMETTE DI ESSERE FLESSIBILI?


Tre sono gli ingredienti fondamentali:

1- avere un senso di scopo nella vita, una direzione,

2- nutrire un senso di autoefficacia nel percorrere i sentieri della vita,

3- sentirsi dotati di ampie possibilità, sentire di avere un potere (self empowerment).

“IO SONO MOTIVATO, MA LA REALTÀ E’ SCORAGGIANTE!”


Nel perseguire la nostra direzione prescelta, quando ci scontriamo con delle difficoltà proviamo rabbia e frustrazione, che spesso si tramutano in sfiducia e rassegnazione e ci fanno precipitare in uno stato di impotenza. Quando ciò accade, pur avendo uno scopo, il nostro senso di autoefficacia e quello di potere vengono annientati. Non sentiamo, quindi, di avere a disposizione sufficienti energie per essere flessibili e finiamo per rinunciare al nostro obiettivo.

A ben guardare però, tante volte le difficoltà che innescano questo rapido processo di disillusione non sono condizioni che possiamo influenzare o controllare, quindi ciò che è sbagliato non è l’obiettivo scelto ma l’aspettativa di poter aggirare ostacoli troppo più grandi di noi.

Ad esempio, il fatto che nella nostra regione o nel nostro Paese vi sia una scarsa quantità di offerte di lavoro nell’ambito professionale che abbiamo scelto non ha niente a che vedere con il nostro potere, eppure questa consapevolezza ci toglie energie.

Concentrare energie su fattori da noi influenzabili vuol dire invece, rimanendo nell’esempio, concorrere per una posizione diversa da quella che avevamo in mente ma altrettanto in linea con i nostri interessi, trasferirci in un luogo in cui la figura professionale che vogliamo ricoprire è maggiormente richiesta, o ancora, se siamo liberi professionisti, creare un servizio innovativo che ci permetta di distinguerci dalla concorrenza.

Tutte queste azioni sono perfettamente in nostro potere e se diamo spazio alla nostra immaginazione potremmo trovarne infinite altre.
Pensare, riflettere e confrontarci con tante altre persone è il modo giusto per iniziare a dare forma a nuove versioni della nostra realtà.

PRESERVARE LE ENERGIE PER LE “MISSIONI POSSIBILI”


Cogliere le opportunità che la vita ci presenta e i segnali che ci suggeriscono nuove possibili strade ci consente di porci in una posizione di flessibilità funzionale, rafforzando in noi la convinzione di essere protagonisti attivi della nostra vita.

Se al contrario viviamo le circostanze caotiche della vita come dei nemici, le nostre energie saranno assorbite da una sterile difesa dalla realtà, fatta di lamentele e proteste infruttuose.

Bisognerebbe impiegare le proprie energie per rimanere concentrati sul proprio scopo. Riuscire in questo obiettivo senza farsi abbattere dalle difficoltà vuol dire anche essere resilienti.

COME POSSIAMO RIUSCIRE A RIMANERE CONCENTRATI SUL NOSTRO SCOPO?

Possiamo restare focalizzati sull’obiettivo solo grazie alla forza del nostro desiderio, il quale esistenzialmente produce energia e non la sottrae.

Impariamo quindi a riconoscere e perseguire i nostri desideri!

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