Insegnare la grinta

Insegnare la grinta

Negli scorsi post ho messo l’accento sull’importanza della grinta, in particolar modo negli adolescenti, che più di tutti sono alla ricerca di una direzione da intraprendere.
Dando una definizione concisa, ricordo che per “grinta” s’intende un’energia caratterizzata da passione, determinazione e perseveranza.
Molti esperimenti psicologici, ma anche molte storie di persone che hanno raggiunto importanti obiettivi nella loro vita, testiomoniano che questa qualità aiuta a raggiungere gli scopi che ci si pone più di quanto faccia il talento.
Come afferma la psicologa Angela Duckworth nel suo recente libro intitolato “Grit” (grinta), i genitori possono stimolare la grinta nei propri figli attraverso il loro stile educativo.
Molti studi su questo tema hanno assunto posizioni contrastanti.
Secondo alcuni autori, un contesto familiare rigido e inflessibile obbliga a sviluppare la grinta, secondo la logica che ciò che non uccide fortifica.
Secondo altri, a favorire questa virtù è un ambiente relazionale di affetto e sostegno incondizionato.
Quale delle due posizioni è quella giusta? 
Ebbene, la realtà è che una non esclude l’altra. La fermezza, infatti, può andare a braccetto con il sostegno! E’ possibile per i genitori essere esigenti ma supportivi. Spronare i figli a fare sempre di più, ma al contempo premiarli molto per i loro sforzi.
Per approfondire un po’ meglio il concetto di grinta, è interessante considerare che esso è strettamente correlato alla “motivazione al successo”. Tale tipo di motivazione, definito da Mc Clelland, si forma nell’infanzia e deriva dall’interazione con le figure genitoriali.
La motivazione al successo consiste nella ricerca di affermazione e di eccellenza, nel porsi obiettivi elevati ma realistici.
In un esperimento, Mc Clelland verifica la sua teoria sottoponendo alcuni bambini ad un compito che consisteva nel gettare degli anelli in un piolo. Egli osservò come i bambini con bassa motivazione al successo si ponevano ad una distanza o molto ravvicinata (il compito risultava molto semplice) o esageratamente lontana (il compito risultava impossibile). I bambini con più alta motivazione al successo, invece, si ponevano ad una distanza intermedia dal piolo, in modo che il compito fosse sufficientemente impegnativo ma non impossibile.
Altri due studiosi, Rosen e D’Andrade, hanno evidenziato come i bambini con elevata motivazione al successo, avevano madri che incoraggiavano all’indipendenza e premiavano le prestazioni con manifestazioni d’affetto. Bambini con bassa motivazione al successo, invece, avevano madri e padri svalutanti e intrusivi, che si intromettevano nell’esecuzione del compito del figlio e ne criticavano i risultati, spesso irritandosi quando non riusciva.
E’ importante, quindi, che i genitori abbiano aspettative di successo per i loro figli, ma sappiano anche adeguarle alla loro individualità, conoscendone i limiti ed evidenziando i loro punti di forza. Devono assecondare le loro attitudini e premiarli, nei momenti opportuni, con manifestazioni d’affetto.
Un altro modo in cui i genitori influenzano lo sviluppo della grinta e della motivazione al successo dei propri figli è dando l’esempio, poiché i bambini imitano i genitori e le persone che li circondano. Per tale motivo, un genitore che lavora sodo, fa del proprio meglio e ha degli ideali che persegue con energia, avrà probabilmente un figlio motivato al successo.
Non tutti, però, hanno qualità come la grinta o l’assertività. Ognuno è diverso e possiede diverse risorse, tra le quali la grinta può non rientrare. Cosa fare in questo caso allora? Se i genitori non sono grintosi e autorevoli i figli sono destinati a non esserlo a loro volta? 
Fortunatamente no, perché la nostra mente riceve stimoli da ogni parte dell’ambiente in cui vive, e la sua plasticità ci permette di evolverci costantemente. Per questo, i genitori sono sempre in tempo a lavorare per incrementare la propria grinta e motivazione al successo, e i figli possono incontrare persone, al di fuori della famiglia, che fungano da modello e stimolino la motivazione e la grinta, come un insegnante o un amico incontrato lungo il proprio percorso.

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